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Atac a piedi e se ci pensassero i cittadini? Se ne discute in un dibattito promosso da diverse associazioni capitoline

Scandali continui e disservizi: l’ATAC affonda e a farne le spese ci sono anche tutti coloro che si muovono con i mezzi pubblici in città. Si apre quindi anche tra i cittadini il dibattito per discutere sul presente e il futuro dell’azienda dei trasporti capitolina. Oggi, giovedì 30 gennaio, alle ore 15 si ritroveranno presso l’aula magna della facoltà Valdese di teologia,in Via Pietro Cossa, si svolgerà un’iniziativa organizzata da diverse associazione romane, in merito allo stato di salute dell’Atac. Promotori dell’iniziativa, il Cild (centro di iniziative legali e democratiche) insieme ad altre organizzazioni capitoline, quali: Roma Nuovo Secolo, Cittadinanzaattiva, Carte in Regola, Una Città, Calma, e Ort.

Gli organizzatori parlano di «un’azione popolare per chiedere i danni personalmente ai responsabili del disastro erariale che in decenni di malgoverno e malaffare hanno portato l’ATAC alle soglie del fallimento». L’intento del Cild è quello di raccogliere gli atti per costituirsi parte civile, contro la dissipazione del bene comune del trasporto pubblico capitolino, rivendicando così le istanze della cittadinanza romana. Nei giorni precedenti il C centro di iniziative legali e democratiche ha inoltre fatto sapere di aver richiesto un incontro con l’assessore al Traffico, Guido Improta, denunciando il negato accesso agli atti.

Le associazioni denunciano il mal funzionamento dell’azienda di trasporto, con la quale quotidianamente i cittadini si trovano a fare i conti. «Corse in ritardo o soppresse, mezzi fatiscenti e in condizioni igieniche deprecabili, titoli di viaggio irreperibili, climatizzatori rotti tanto in estate quanto in inverno, corsie preferenziali non sorvegliate – a tali problemi si aggiungono inoltre – un sistema informatico non implementato, fermate e capolinea non conformi agli standard, inservibilità dei mezzi da parte dei disabili e sistema gps disabilitato».

Un’azienda, quella del trasporto pubblico locale, che sempre più spesso si attesta protagonista delle cronache locali della città, a cominciare dallo scandalo delle assunzioni, fino alla più recente vicenda dei biglietti falsi stampati dalla stessa azienda.

Problemi che secondo il Cild e le altre associazioni hanno contribuito all’aumento esponenziale del disservizio, al quale si aggiungono il clientelismo politico e la cattiva gestione amministrativa. «A Roma la rovina dell’ATAC – dichiara il collettivo delle associazioni – è stata provocata dai sindaci, dagli assessori, dai dirigenti, dai partiti e dai sindacati che hanno spolpato l’azienda, assumendo persone di famiglia o di partito o di sigla sindacale, ricoprendo d’oro dirigenti assunti nella stessa maniera, distribuendo appalti agli amici degli amici».

Con questo tipo di iniziativa, l’intento delle associazione è quello, dunque, di riportare un controllo popolare nella gestione del servizio pubblico di trasporti della Capitale. Un sistema svincolato dal potere politico, al fine di garantire un servizio più vicino e adeguato alle esigenze del cittadino.

Tra gli interventi previsti durante l’iniziativa, sono attesi quelli di Alberto Benzoni, Giorgio Bertini, Simona Costamagna, Roberto Crea, Umberto Croppi, Pino Galeota, Pino Lo Mastro, Vittorio Sartogo e di Monica Scanu.

di Eleonora Muzi

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