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Punti Verde Qualità: chiediamo spiegazioni a chi ha governato Roma negli ultimi vent’anni

(e soluzioni a chi si è candidato alla guida della città) Il Programma “Punti Verde Qualità”, avviato nel 1995 dall’amministrazione Rutelli, intendeva  creare spazi sportivi e ludici anche nelle periferie, dando  aree pubbliche in concessione per  33 anni ai privati,  che  avrebbero dovuto realizzare,  in cambio delle attività  a pagamento (piscine,

COPERTINA DOSSIER PVQ PUNTI VERDI(e soluzioni a chi si è candidato alla guida della città)

Il Programma “Punti Verde Qualità”, avviato nel 1995 dall’amministrazione Rutelli, intendeva  creare spazi sportivi e ludici anche nelle periferie, dando  aree pubbliche in concessione per  33 anni ai privati,  che  avrebbero dovuto realizzare, in cambio delle attività  a pagamento (piscine, campi sportivi etc.), giardinetti, spazi per i giochi attrezzati, panchine per i cittadini. In vent’anni il programma è diventato un buco nero da 550 milioni*   che grava come una spada di Damocle sulle casse pubbliche, senza aver portato i benefici  previsti per la città (1).  La causa principale è  la scelta del Comune, rinnovata nel corso di consiliature di diverso colore, di farsi garante  dei mutui  erogati dalle banche ai privati,  per cifre lievitate oltre misura,  senza controlli, e per lo più non corrisposte. L’aspetto più sorprendente è che in tutti questi anni sono stati lanciati spesso allarmi, costituite commissioni di scopo, fatte denunce alla Procura e alla Corte dei Conti, e contemporaneamente approvati da fronti bipartisan ulteriori finanziamenti ed esposizioni, con la proposta  ricorrente, per risolvere il problema, di un passaggio  della proprietà  o del diritto di superficie di beni pubblici ai privati.

Un groviglio oscuro,  che neppure l’Assessore alla Legalità  Alfonso Sabella è riuscito a risolvere, tanto da arrivare a  ipotizzare  – e proporre al Presidente dell’ Autorità anticorruzione,   due mesi prima della caduta di Marino –  una “sanatoria in convalida delle copiose e notevoli illegittimità riscontrate nei numerosi procedimenti di gara svolti dal Comune di Roma per l’affidamento in concessione della costruzione e gestione di aree verdi attrezzate aperte al pubblico nel periodo 1996-2012“.  Proposta che  Raffaele Cantone ha ritenuto di non accogliere, escludendo anche la possibilità di procedere con “nuovi affidamenti (…) a soggetti che non hanno partecipato a una selezione concorrenziale(2).

Oggi, nel pieno di una campagna elettorale in cui per l’ennesima volta i candidati Sindaco e consigliere capitolino girano la città per  “ascoltare i cittadini”, vogliamo  essere noi cittadini ad ascoltare i candidati. Per sapere come intendono affrontare voragini economiche accumulate in decenni (3) di cui pochi conoscono l’esistenza.  Ma soprattutto  per capire come sia potuto accadere.   Perchè, al di là di quanto sarà accertato dalla magistratura, esistono delle  responsabilità politiche (4) che gli elettori  hanno il diritto di conoscere, soprattutto nel momento in cui  si chiede  ancora una volta la loro  delega  per guidare la città.

In seguito alla richeista di accesso civico di Carteinregola,   il 9 marzo scorso  il Comune di Roma ha pubblicato documenti e informazioni sui PVQ sul sito comunale, anche se con l’avvertenza che “I disciplinari consultabili nella presente pagina sono quelli che risultano agli atti dell’Ufficio Extradipartimentale “Indirizzi e coordinamento del Programma Punti Verde di Roma Capitale” in copia, non protocollati, alcuni non registrati e privi di allegati”. Cioè ben poco di quello che il Comune dovrebbe possedere…

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IL PVQ SPINACETO 2

“…Si evince – dalla relazione dell’Ufficio di scopo [di Indirizzo e Coordinamento del Programma Punti Verde Qualità di Roma Capitale NDR] e dagli atti allegati – la sussistenza di diffusi illeciti amministrativi e penali nella gestione del rapporto asseritamente concessorio…”

“…Il rischio concessorio è stato di fatto assunto per intero in capo all’amministrazione comunale… Si è verificato un ampio ricorso alle varianti in corso d’opera senza atti formali di verifica o validazione, con l’effetto di registrare notevoli incrementi di spesa a carico del Comune. Non vi è alcuna certezza sul valore delle opere.Non si è tenuto conto dei principi concorrenziali minimali nelle procedure selettive (mancanza di attestazioni SOA, mancanza di verifica dei requisiti, mancanza di progettazione preliminare a base di gara, giudizi della commissione giudicatrice fondati su elementi non oggettivi e non conformi oltre che approvati in base a criteri di approssimazione; mancanza di procedure a ribasso d’asta) Non sono stati effettuati i collaudi tecnici – in corso d’opera e alla consegna – della maggior parte, se non della totalità, delle opere costruite. La contabilità delle opere in esecuzione risulta del tutto fuori controllo, essendo mancata ogni forma di approvazione o asseverazione dei piani economico- finanziari dei lavori e relativa al rapporto concessorio. Sono state impropriamente assorbite le garanzie dei mutui offerti dal Comune. Si riscontra la modifica incontrollata degli assetti societari delle ditte concessionarie, unitamente a sub- affidamenti a terzi slegati da atti concessori, oltre alla constatazione di avvenuto fallimento di alcune concessionarie”. A ciò si aggiungono “violazioni e plurime illegittimità” che “si estendono all’edilizia e all’urbanistica, coinvolgendo così altre competenze di altre istanze amministrative: in alcuni casi le opere sono state costruite con il mancato rispetto di standard e parametri urbanistici; su aree vincolate in mancanza dell’autorizzazione della Soprintendenza;(…) su terreni di privati non assoggettati all’esproprio.” “Nel complesso, le aree cosiddette “profit” superano di gran lunga le aree verdi gratuitamente accessibili, anche a dispetto delle previsioni progettuali; in alcuni PVQ si ravvisano soltanto attività commerciali; la maggior parte dei PVQ, anche già aperti alla pubblica fruizione, risulta non essere mai stata collaudata”…

Attualmente, il Comune è costretto ad esposizioni debitorie per oltre € 550.000.000,00 a favore dei concessionari e loro aventi causa.

(estratto dal documento pubblicato dall’ANAC il  4 novembre 2015 , firmato dal Presidente  Raffaele Cantone (2)

La vicenda si presta assai bene a rappresentare la mala amministrazione che ha ridotto allo sfascio la Capitale d’Italia, perché riunisce in un unico copione tante trame che abbiamo ormai imparato a riconoscere, anche perchè  spesso finiscono  nei resoconti giudiziari. Una collaborazione pubblico/privato che dovrebbe restituire alla cittadinanza spazi pubblici inutilizzabili e dare al privato un equo ritorno commerciale, che diventa una miniera d’oro per buona parte dei  privati,  con un ridotto (e  spesso inesistente)  vantaggio pubblico; assegnazioni e procedure condotte senza nessun rispetto delle regole; il lievitare spropositato dei costi, le varianti in corso d’opera  e la mancanza di controlli degli uffici preposti. Con un finale che,  per i Punti verde Qualità,  vede, in molti  casi, opere mai iniziate, o non finite, o non collaudate e  molto inferiori al valore dichiarato, che dovranno essere pagate dalla collettività milioni di euro, perché il Comune di Roma a suo tempo si è reso garante con le banche dei finanziamenti elargiti ai privati (e molti  nel frattempo sono spariti, falliti, impossibilitati).

Poiché in questa campagna elettorale i candidati vanno ad “ascoltare i cittadini” come se arrivassero da un’altra galassia, mentre molti  hanno alle spalle lunghe esperienze amministrative nella Capitale  – per dirne due: Giachetti è stato  8 anni con il  Sindaco Rutelli (caposegreteria e capogabinetto),  Morassut  8 anni con il Sindaco Veltroni (come  assessore all’urbanistica) e   molti   consiglieri sono stati eletti più volte  in Campidoglio o in vari enti locali –   forse sarebbe il caso che anziché parlare di quello che faranno chiarissero prima quello che hanno fatto. E magari spiegassero quali scelte dell’amministrazione di cui facevano parte – tornando   indietro – non ripeterebbero. Soprattutto per quei progetti che si sono rivelati anacronistici  –   come le previsioni cementizie del Piano regolatore – o quelli che si sono rivelati completamente fallimentari, come appunto i PVQ, per cui chiediamo spiegazioni alle giunte Rutelli, Veltroni, Alemanno.

Perchè va detto  chiaramente: la situazione debitoria del Comune verso le banche è la conseguenza di scelte politiche  – e delle relative delibere di Giunta o di Consiglio comunale/Assemblea capitolina – di cui sono responsabili almeno tre amministrazioni.

Si comincia nel 1999, Sindaco Francesco Rutelli. La Giunta (5) approva una delibera in cui il Comune di Roma si fa garante con  due istituti di credito  che dovranno dare i   finanziamenti  ai privati,  con una  fidejussione pari all’88% delle rate di ammortamento (la cifra è € 206.582.759,00)

Ad aprile del  2006 – Sindaco Veltroni – scadute le garanzie fidejussorie autorizzate nel 1999,  il Comune delibera  ulteriori garanzie per  € 180.000.000,00 totali,  aumentando la copertura del credito fino al 95%. La delibera è approvata con il voto compatto del centrosinistra, ma anche con voti del  centrodestra (6). Eppure l’amministrazione era già più che consapevole delle  difficoltà, come si evince  da una mozione dell’assemblea capitolina del gennaio 2005, a cui non viene poi dato seguito, in cui si prospetta, per “evitare maggiori e ulteriori impegni finanziari a carico dell’amministrazione comunale” di concedere il diritto di superficie ai concessionari dei Punti Verde. Per limitare i danni provocati dalle fideiussioni accordate, si rischia di dare in garanzia, col rischio di perderli, ettari di terra pubblica (7).

Con l’arrivo del Sindaco Alemanno maggioranza e opposizione si invertono, ma  viene di nuovo approvata da un fronte bipartisan  una delibera che prevede l’aumento   della  copertura dei mutui concessi,  fino a € 200.000.000,00. La  proposta risulta approvata con 27 voti favorevoli, quelli del centrodestra,  ma anche  quelli di alcuni  consiglieri  del PD: il capogruppo Umberto Marroni,   Athos De Luca,  Paolo Masini e Dario Nanni (8). De Luca qualche mese dopo invierà un esposto   alla Corte dei Conti, seguito  dal consigliere regionale PD Enzo Foschi, che  nell’ottobre 2010 presenterà  una denuncia in Procura. Nel 2012 alcuni arresti sembrano segnare una svolta, ma poi non succede più nulla (9).  Esce qualche inchiesta giornalistica sulle pagine romane,  il freepress Cinquegiorni continua a pubblicare  articoli (10), ma la perversa macchina “accumuladebiti” per il Comune dei Punti Verde Qualità   non si ferma.

E anche  durante la Giunta Marino, che ha  solo  ereditato la “patata bollente”, per un pezzo si continua a rinnovare per l’ennesima volta l’ufficio di scopo,  senza prendere alcun provvedimento. Si segnala una nuova mozione approvata dall’Assemblea capitolina nel luglio 2014, prima firmataria Svetlana Celli (Lista Civica Marino), che ripropone di concedere il diritto di superficie ai concessionari, ventilando addirittura la possibilità di alienazione del bene (11). Poi, con Mafia Capitale, che svela interessi di  Buzzi & Carminati anche in alcuni PVQ (12), all’inizio del 2015 la matassa passa al neo  assessore alla legalità Alfonso Sabella. Ma anche il magistrato prestato alla politica  non riesce a trovare un’ exit strategy praticabile:   dopo mesi di lavoro portato avanti con collaboratori di fiducia,  in cui il Comune, a causa del mancato pagamento delle rate dei mutui, riprende possesso di 11 Punti Verde Qualità, annunciando che nuovi gestori delle aree verranno individuati tramite bandi pubblici, come previsto da una Memoria di Giunta  (13) ,  un mese e mezzo prima della caduta del Sindaco Marino, come racconta lo stesso Sabella nel suo recentissimo libro “Capitale infetta(14),  l’Ufficio extradipartimentale “Indirizzo e Coordinamento del Programma Punti Verde Qualità di Roma Capitale”   presenta   un’istanza all’Autorità Nazionale Anti Corruzione proponendo  una  “sanatoria”  in nome dell’interesse pubblico (15), che il Presidente  Raffaele Cantone però non ritiene accoglibile.

Nella risposta,   pubblicata sul sito dell’ANAC, che porta la data del 4 novembre 2015,  si evince  che il Comune  aveva  chiesto un  parere rispetto a due proposte:  “una sanatoria in convalida delle copiose e notevoli illegittimità riscontrate” mantenendo “taluni provvedimenti, anche se viziati, al fine di perseguire un interesse pubblico con riferimento agli interventi in corso di completamento” (16) e l’ “ammissibilità di stipulare contratti con soggetti costituitisi dopo la presentazione delle offerte e mancanti dei requisiti di capacità tecnico organizzativa ed economico- finanziaria“.

Cantone respinge con fermezza  entrambe le  ipotesi : la prima, in quanto “la situazione di patente illegittimità di interi procedimenti di gara e di una serie notevole, ripetuta e prolungata di singoli atti …senza che si possa escludere, in taluni casi, la sussistenza di profili di rilievo penale; oltre ai …seri dubbi di violazione di legge nello stesso Bando di gara e di violazione delle norme sull’edilizia e l’urbanistica, che comporterebbero il vizio della radicale nullità per illiceità dell’oggetto a causa della violazione di norme imperative“, per cui “con riguardo al caso delle opere in realizzazione, salvo che l’amministrazione individui eccezioni relative a specifici procedimenti favorevolmente valutabili, non appare in alcun modo consentito “continuare nell’applicazione delle procedure in essere nella convinzione che le stesse si discostano dalla stretta osservanza della normativa in materia di contratti pubblici; la   seconda,    in quanto  “è evidente che i nuovi affidamenti non potranno in alcun caso conseguire all’esito di un procedimento invalido e annullato; né possono avvenire nei riguardi di soggetti che non hanno partecipato a una selezione concorrenziale“.(17)

Quindi nessuna sanatoria e  nessun nuovo affidamento che non passi attraverso le gare.

E ci auguriamo che in futuro non si abbandoni mai questa strada tracciata dal Presidente Cantone.    In una città che si è scoperta immersa da  decenni in  corruzione e malaffare, il primato dell’ interesse pubblico non può che  passare dal ripristino di una rigorosa  legalità e delle regole uguali per tutti. Qualsiasi condono è  una sconfitta della speranza nella giustizia dei cittadini per bene.

Ma noi crediamo che questo non basti. E’ indispensabile che sulla questione si faccia la massima chiarezza e si proceda nella totale trasparenza (18). Con atti resi pubblici. E soprattutto è indispensabile che si prosegua  nell’accertamento di tutte le responsabilità,  non solo  penali,  ma anche  politiche:  i cittadini romani che pagano le tasse più alte d’Italia e vivono in una città in condizioni disastrose –  dai tempi di spostamento, all’inquinamento,  al decoro urbano, alle buche stradali, alla scarsità dei servizi essenziali etc etc etc  – hanno il diritto di sapere chi ha sbagliato e come si possa evitare che questi errori continuino  a ripetersi. Centinaia di  milioni di euro di esposizione ci sembrano  una  cifra sufficiente per chiedere di “vedere” le carte…

Anna Maria Bianchi Missaglia

Per osservazioni, repliche e precisazioni laboratoriocarteinregola@gmail.com

scarica il Dossier Punti Verde Qualità – dossier 17 marzo 2016 con cronologia

 scarica il Documento integrale del Parere dell’ANAC del 4 novembre 2015 parere.ag.80.2015_pvq_anac

> Vai a PUNTI VERDE QUALITA’  – CRONOLOGIA MATERIALI

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* La cifra, tratta dall’oggetto dell’istanza del Comune all’ANAC,è   riferita all’esposizione debitoria del Comune, e non al debito effettivamente maturato, che non sappiamo a quanto ammonti, anche perchè ci risulta che dei concessionari abbiano pagato del tutto o in parte le rate dei mutui.  E non sappiamo neanche quanto il Comune di Roma abbia finora corrisposto alle banche per coprire le cifre non corrisposte dagli inadempienti.

(1) La situazione è assai complessa e richiede anche un approfondimento caso per caso. mettiamo in calce il recente comunicato di Virginia Raggi del Movimento Cinque Stelle e il link al database della ricognizione effettuata da M5S sulla situazione dei PVQ > Vai alla ricognizione sui Punti Verdi Qualità

(2) scarica il Documento integrale del Parere dell’ANAC del 4 novembre 2015 parere.ag.80.2015_pvq_anac

(3) Oltre alla vicenda dei  Punti Verde Qualità rimangono  piuttosto oscure le cause e le responsabilità che hanno portato a un debito della Capitale che nel 2008, alla fine della consiliatura Veltroni  – quando fu blindato, commissariato e spalmato sulle generazioni successive – ammontava a circa 24 milioni di euro e che  oggi pare si aggiri sui 13 miliardi. Una cifra monstre che fa dei cittadini romani i contribuenti più tartassati d’Italia

(4) evidentemente non si possono fare valutazioni solo in base  a un voto dato a una delibera, che molti, che non avevano ruoli collegati all’ambito in questione,  possono aver sottoscritto senza conoscere a fondo tutte le problematiche connesse.

(5) 11 giugno 1999: il Comune approva lo schema di convenzione per la concessione dei finanziamenti bancari agevolati ai concessionari di tutti i Punti Verde Qualità , oltre ad altri soggetti che l’Amministrazione avrebbe individuato con apposito atto successivo. Le opere finanziabili sono  da realizzarsi all’interno di tutti gli impianti sportivi denominati Punti Verde Qualità per il miglioramento della rete dei servizi a disposizione dei cittadini. Due gli istituti di credito principali (Istituto per il Credito Sportivo e la Banca di Credito Cooperativo di Roma) che devono dare  finanziamenti  garantiti da fidejussione comunale o bancaria a garanzia degli istituti di credito pari all’88% delle rate di ammortamento scadenti nel tempo, per ulteriori 100.000.000 di lire oltre ai 300.000.000 di lire già negoziati con una convenzione triennale (Totale € 206.582.759,00).

L’art 8 della Convenzione disciplina i requisiti per il rilascio del finanziamento e l’art 12 prevede gli appositi Uffici di Vigilanza incaricati di vigilare, appunto, sullo stato avanzamento lavori e sulla realizzazione delle strutture. La Deliberazione di Giunta del 11 giugno 1999, n. 1282 (scarica DGDelib. N 1282 del 11.06.1999) è approvata dalla Giunta Rutelli formata da:  Walter Tocci (videsindaco e mobilità), Mimmo Cecchini (Urbanistica),  Amedeo Piva , Paolo Gentiloni, Pietro Barrera, Riccardo Milana (Sport) ; Linda Lanzillotta (Bilancio) Gianni Borgna, Enrico Gasbarra, Loredana De Petris (Ambiente),  Sandro Del Fattore ,Fiorella Farinelli, Pamela Pantano, Giancarlo D’Alessandro, Giuseppina Gabriele

(6) 14 settembre 2006: Essendo scadute ad aprile 2006 le garanzie fidejussorie autorizzate nel 1999 per i Concessionari dei Punti Verde Qualità e dei Punti Verde Polifunzionali, il Comune delibera di offrire ai Concessionari  garanzie per ulteriori € 180.000.000,00 totali aumentando la copertura del credito fino alla misura del 95% e approva, quindi, la nuova convenzione per 90.000.000 di Euro per ciascuno dei due Istituti di Credito citati con durata triennale.”Considerato il buon esito degli interventi realizzati ai sensi della predetta Convenzione, è intendimento dell’Amministrazione proseguire nell’azione di tutela del verde pubblico attraverso l’avvio di un nuovo Progetto “Punti Verdi Qualità” per favorire la realizzazione di strutture polifunzionali volte alla riqualificazione di aree verdi ed impianti sportivi e, in considerazione dell’importanza che tali interventi rappresentano per la collettività sia in termini di riqualificazione ambientale che di incremento di opportunità occupazionali, delibera di fornire un concreto sostegno agli operatori per facilitarne l’accesso ai finanziamenti“.  Previsto nel testo della Convenzione la costituzione di apposito organo di vigilanza presso il X Dipartimento. scarica, DCDelib. N 148 del 14.09.2006 DCDelib. N 149 del 14.09.2006

La delibera 148 risulta approvata con 38 voti favorevoli e 1 contrario. Hanno partecipato alla votazione i seguenti Consiglieri: (in grassetto  appartenenti alla maggioranza del centrosinistra) Aurigemma, Azuni (Ulivo per Veltroni), Battaglia(Ulivo per Veltroni), Bonessio (Verdi per Veltroni), Carli (Ulivo per Veltroni), Casciani (Ulivo per Veltroni), Ciarla (Ulivo per Veltroni), Cirinnà (Ulivo per Veltroni), Covatta (Verdi  per Veltroni), D’Avach (Ulivo per Veltroni), De Bosi (Italia dei Valori), Della Portella (Ulivo per Veltroni), Fayer (Roma per Veltroni), Ferrari (Ulivo per Veltroni), Figurelli (Verdi  per Veltroni), Galeota (Rifondazione comunista), Galloro (Ulivo per Veltroni), Giulioli (Ulivo per Veltroni), Gramazio, Guidi, Marchi, Marsilio, Masini (Ulivo per Veltroni), Mei (Ulivo per Veltroni), Nobile (Comunisti italiani), Panecaldo (Roma per Veltroni), Patanè (Ulivo per Veltroni), Piccolo, Piva (Ulivo per Veltroni), Policastro (Ulivo per Veltroni), Quadrana (Laici Soc. Liberali Radicali), Sabbatani Schiuma, Saccone (Roma per Veltroni), Spera (Rifondazione comunista), Stampete Nicola (Roma per Veltroni), Valeriani (Ulivo per Veltroni), Visconti ,  Zambelli (moderati per Veltroni).

La delibera 149 è stata approvata all’unanimità: Aurigemma, Azuni, Battaglia, Bellucci (Ulivo per Veltroni), Bonessio, Carli, Casciani, Ciarla, Cirinnà, Covatta, D’Avach, De Bosi, Della Portella, Fayer, Ferrari, Figurelli, Galeota, Galloro, Giulioli, Gramazio, Guidi, Marchi, Marsilio, Masini, Mei, Nobile, Panecaldo, Patanè, Piccolo, Piva, Policastro, Quadrana, Sabbatani Schiuma, Saccone, Spera, Stampete, Valeriani e Zambelli. [esponenti dell’opposizione che hanno votato a favore: Aurigemma,Gramazio, Guidi, Marchi, Marsilio,Sabbatani Schiuma]

scarica, DCDelib. N 148 del 14.09.2006 DCDelib. N 149 del 14.09.2006

(7) 13 gennaio 2005:  Il Consiglio comunale approva una mozione bipartisan*, primo firmatario Enzo Foschi (PDS), che con la premessa che “L’innovatività…delle procedure previste dell’intero piano Punti Verde Qualità e degli impianti sportivi e la sua complessità dal punto di vista amministrativo, urbanistico e , non da ultimo, finanziario, hanno cretao difficoltà agli istituti di credito, dovendo essi adattare i loro strumenti finanziari a tale complessa realtà, creando, conseguentemente, ostacoli ai concessionari che, in alcuni casi, si sono trovati nell’impossibilità di far fronte agli impegni assunti per problemi legati alla liquidità finanziaria e alle garanzie per le anticipazioni finanziarie” per cui “i PVQ e gli impianti sportivi realizzati e aperti al pubblico sono inferiori alle aspettative mentre numerosi sono i progetti ormai approvati” individua come soluzione   una deliberazione che “consenta di costituire a favore dei singoli concessionari dei PVQ…il diritto di superficie…limitatamente alle aree di sedime degli edifici e delle aree di accesso e parcheggio (sono escluse le aree destinate a verde di fruizione libera e gratuita)” con un “aumento del periodo di concessione, che per effetto della costituzione del diritto di superficie potrebbe attivare il pagamento di un  canone da parte dei concessionari“. Non viene specificato quanti anni aumenterebbe la concessione, ma è evidente che si tratta di un ulteriore rischio – o passo  – verso il passaggio in mani private di beni pubblici. Scrive L’altreconomia nel 2014: “ Per limitare i danni provocati dalle fideiussioni accordate, si sarebbe così combinato un altro pasticcio, arrivando quasi a svendere ettari di terra pubblica.“.      scaricaZCMozione N 4 del 13.01.2005 (*gli altri firmatari: Carapella (PDS), Marsilio (AN), Baldi (AN), Dalia (Margherita), Orneli (PDS), Cirinnà (Verdi), Iantosca (Roma per Veltroni), Spera (Rifondazione comunista), Fayer (Roma per Veltroni), Di Francia (Verdi),  Marroni (PDS), Gasparri (DS), Poselli (Roma per Veltroni) e Coratti (allora in FI)

(8)17 novembre 2009 : il Consiglio comunale proroga la validità della sola Convenzione stipulata tra il Comune di Roma e la Banca di Credito Cooperativo di Roma non essendo l’Istituto di Credito Sportivo disposto ad una proroga della convenzione a causa delle mutate condizioni del mercato finanziario. Essendo esauriti i plafond delle precedenti convenzioni stipulate nel 2006, poiché il programma Punti Verde presenta un ulteriore fabbisogno finanziario di complessivi 220 milioni di Euro, come da stima del Dipartimento X, il Comune ritiene necessario procedere all’incremento di pari importo dei plafond dei finanziamenti garantibili da fidejussione comunale. Il Comune  aumenta quindi ulteriormente la copertura dei mutui concessi fino a € 200.000.000,00. La proposta risulta approvata con 27 voti favorevoli e l’astensione dei Consiglieri Angelini e Torre. Hanno partecipato alla votazione i seguenti Consiglieri:  Angelini, Aurigemma, Berruti, Cantiani, Ciardi, Cochi, De Luca A. (PD), De Micheli, De Priamo, Fioretti, Gasperini, Gazzellone, Marroni (capogruppo PD), Masini (PD), Mennuni, Mollicone, Nanni (PD), Parsi, Piccolo, Pomarici, Rocca, Rossin, Santori, Siclari, Storace, Torre, Tredicine, Vannini Scatoli e Visconti.[esponenti dell’opposizione che hanno votato a favore: De Luca A. ,Marroni, Masini, Nanni] (Deliberazione 17 novembre 2009, n. 101). DCDelib. N 101 del 17.11.2009

(9) Il 26 marzo 2012  scatta l’indagine della magistratura sui Punti Verde Qualità che portano all’arresto di imprenditori gestori del OVQ di Spinaceto  Massimo Dolce e Marco Bernardini e di due funzionari comunali, Stefano Volpe e Annamaria Parisi. Più di un  anno dopo, il 9 ottobre 2013 Il messaggero annuncia che “il PM chiede il rinvio a  giudizio  per dieci persone tra imprenditori, amministratori di società, funzionari comunali e membri di commissioni di vigilanza coinvoltinell’inchiesta che riguarda i PVQ  di Spinaceto, Tor Sapienza e Ferocia. Rischiano di finire sotto processo gli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini, i dipendenti comunali Stefano Volpe e Anna Maria Parisi (tutti e quattro arrestati nel marzo 2012); i funzionari Roberto Provantini, Domenico Maiorana e Maurizio Addati, membri della commissione di vigilanza che ha dato il via libera al pagamento di oltre due milioni per il punto verde Spinaceto, a fronte di lavori non eseguiti; Gian Maria Fargnoli, direttore lavori della Maspen Center Sport, Claudio Testi, socio occulto della stessa società; Giancarlo Scarrozza, titolare della Luoghi del Tempo Srl, marito di Lucia Mokbel”. [non abbiamo però  trovato riscontri web sull’effettivo e successivo rinvio a giudizio]

7 novembre 2012 Gli arrestati vengono riviati a giudizio: oltre agli arrestati di marzo i PM contestano il falso anche a tre funzionari comunali, Roberto Provantini, Domenico Maiorana e Maurizio Addati, membri della commissione che aveva dato il via libera al pagamento per lavori non eseguiti (da Il messaggero- scarica messaggero 7 novembre 2012 PVQ)

(10 ) Si veda il capitolo dedicato ai Punti Verde Qualità nelll’e-book “ Malgoverno Capitale: Cronache di romana insipienza e corruzione. Cinque anni di inchieste, servizi e commenti”

(11) 9 luglio 2014: l’Assemblea Capitolina approva con i voti di maggioranza ed opposizione una mozione di cui è prima firmataria Svetlana Celli (lista civica Marino) Presidente nella Commissione Sport,  in cui si parla di una “trasformazione del rapporto di concessione in diritto di superficie” della “rinegoziazione dei mutui, con un allungamento dei termini e conseguente riduzione della rata annuale” ma anche di  “moratoria biennale del mutuo e della  possibilità di alienazione del bene , ovvero di rivendicarne il  diritto di proprietà” (> leggi la precisazione della Celli)

(12) Corriere della sera 9 dicembre 2014 Mafia Capitale, le mani sul centro: da Campo de’ Fiori a Colle OppioIl sodalizio boss-politici puntava a controllare tutti gli affari: dal bike sharing al decoro, dai punti verde qualità alla movida. E in due occasioni Carminati e il suo braccio destro Buzzi incontrarono un ex assessore regionale della giunta Polverini: Marco Mattei di Alessandro Capponi e Ernesto Menicucci

Il tempo 14 6 2015 Nell’inchiesta anche il circolo vip I tentacoli dell’organizzazione capeggiata da Buzzi e Carminati, almeno secondo la procura di Roma, sarebbero arrivati fino alle porte di Roma. Tra centri sportivi e Punti Verdi qualità, la banda…

(13) Il 4 agosto 2015 Il Comune si riprende 11 Punti Verde Qualità: decadute le convenzioni rilasciate ai concessionari, a causa del mancato pagamento delle rate dei mutui. Il Sindaco Marino annuncia che nuovi gestori delle aree verranno individuati tramite bandi pubblici, come previsto da una Memoria di Giunta ad hoc approvata venerdì 31 luglio a firma degli assessori Alessandra Cattoi, Alfonso Sabella, Estella Marino, Giovanna Marinelli e dall’ex assessore Paolo Masini. Le strutture sono: Tiburtino Sud, Torraccia, Parco Feronia, San Basilio-Nomentano, Ponte di Nona, Parco Spinaceto, Spinaceto Sud, Parco della Madonnetta, Oletta, Olgiata, Prati della Bufalotta. Solo quest’ultima ha estinto il suo mutuo. La memoria prevede, inoltre, avvalendosi del nuovo regolamento degli impianti sportivi del Campidoglio,di effettuare  affidamenti diretti a organismi senza fini di lucro (come Coni, Federazioni Sportive, Onlus, gruppi sportivi delle forze armate e associazioni sportive dilettantesche in possesso di esperienza comprovata nella gestione di centri sortivi di grandi dimensioni).

(14) febbraio 2016, Rizzoli

(15) Lo stesso Sabella, nel libro citato, pag 208 racconta: “scriviamo a Cantone per avere un parere formale sulla possibilità  di sanare in qualche modo, valutando il superiore interesse pubblico, almeno gli abusi edilizi  che non erano stati realizzati in aree vincolate  e quella serie infinita di atti nulli e annullabili che erano una costante nei procedimenti…

Non abbiamo la citata  Istanza prot. n. 114694 del 11 settembre 2015 – Roma Capitale – Punti Verde Qualità – Esposizioni debitorie per ca € 550.000.000,00 – Contrattualistica pubblica, edilizia, urbanistica – Richiesta di sanatoria – Principio di conservazione degli atti amministrativi – Inammissibile – Violazioni e illegittimità plurime“, ma nel  documento dell’ANAC  viene riportato: “Con il primo quesito si domanda se ai casi di specie sia applicabile l’art. 21 nonies, l. 142/1990, che, in virtù del principio di conservazione degli atti amministrativi, permetterebbe di “mantenere taluni provvedimenti, anche se viziati, al fine di perseguire un interesse pubblico con riferimento agli interventi in corso di completamento”. In tal senso, l’Amministrazione domanda se sia ammissibile “continuare nell’applicazione delle procedure in essere pur nella convinzione che le stesse, talvolta, si discostano dalla stretta osservanza della normativa in materia di contratti pubblici” e se sia ammissibile “conservare atti affetti da illegittimità o carenti di altri atti propedeutici, in quanto il loro annullamento creerebbe dei gravissimi pregiudizi di ordine economico e sociale all’Amministrazione”.

(16) In pratica il Comune chiede – secondo il documento dell’ANAC –  l’ “applicazione del principio di conservazione degli atti amministrativi”, cioè “l’attività di convalescenza degli atti”  che consiste “nell’eliminazione dei vizi che inficiano un provvedimento, avendo come specifica finalità la cd rimozione conservativa dell’atto viziato (T.A.R. Toscana Firenze, Sez. III, 13-01-2015, n. 25)”  che  si riferisce “in primo luogo a provvedimenti annullabili e non può essere in alcun modo applicata agli atti nulli, ai sensi dell’art. 1423 cc.”

(17) Quanto all’ interesse pubblico, il presidente dell’ANAC rileva che anche per quegli atti non affetti da nullità, spetta al Comune valutare  e dimostrare “la sussistenza di un interesse pubblico alla conservazione dei medesimi” e ricorda   che “l’interesse leso e l’interesse alla conservazione [degli atti NDR] devono essere valutati tanto in fatto, quanto in diritto. In altri termini, l’interesse pubblico ad evitare i palesati “gravissimi pregiudizi di ordine economico e sociale” non può essere valutato ex se, ma occorrerà altresì valutare la gravissima avvenuta lesione di tutti i principi” a partire da quelli della concorrenza

Vedi anche la ricognizione  di M5S pubblicata sul sito con il comunicato del 11 febbraio 2016 Punti Verde Qualità, si può e si deve ora…https://docs.google.com/…/1ebkIdDwilaGFA5FxU-JgsdXn-o…/edit…

 Fonte : carteinregola.it apri l’articolo originale

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