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Deadpool 2

Un monumento agli stuntmen

di David Leitch. Con Ryan Reynolds, Josh Brolin, Zazie Beetz, Julian Dennison, Morena Baccarin USA 2018

Wade Wilson/Deadpool (Reynolds) – sempre dotato dei superpoteri che lo rendono invulnerabile- ora è un giustiziere a tempo pieno e sgomina da solo temibili bande di fuorilegge in ogni parte del mondo; un giorno, però, gli sfugge Sergei Valishinkov (Thayr Harris), il capo del più potente cartello di spaccio a Los Angeles, che lo aggredisce a casa mentre lui sta decidendo con Vanessa (Baccarin) di fare un figlio; durante il conflitto una pallottola, da lui deviata, colpisce a morte la donna. Wade insegue Sergei e, abbracciandolo, si fa investire da un camion e lo uccide. Più tardi Deadpool – in preda ai sensi di colpa per aver involontariamente causato la morte dell’amata – cerca di suicidarsi sdraiandosi nel suo appartamento sopra un mucchio di barili di benzina che fa esplodere. Nel coma che segue vede Vanessa ma non la può raggiungere “perché -, lei gli dice – “il suo cuore non è nel posto giusto”. Arriva Colosso (Andrè Tricoteux) e porta i pezzi di Wade in un sacco nella sede degli X-Men, dove lo ricompone e lo convince ad arruolarsi coi mutanti. La sua prima missione è quella di recarsi – insieme a Colosso, a Testata Mutante Negasonica (Brianna Hildebrand) e alla fidanzata di lei Yukio (Shioli Kutsuna) – all’orfanotrofio dei mutanti, dove il quattordicenne Russell Collin/Firefist (Dennison), che emana un fuoco potentissimo dalle mani, minaccia di uccidere il preside (Eddie Marsan). Wade – come X-Man (sia pur “stagista”) – non deve uccidere nessuno ma quando, scopre che il direttore e il personale hanno abusato del ragazzo, spara ad un infermiere (Nicolai Witsch), particolarmente crudele e blocca Russell ma Colosso fa arrestare anche lui per l’omicidio ed entrambi vengono portati nella Prigione di Ghiaccio (carcere speciale per mutanti) con un collare che blocca i loro superpoteri. Qui Deadpool, che senza poteri è di nuovo in preda al cancro, cerca di proteggere il ragazzo ma, nel contempo, sentendosi troppo debole, lo allontana da sé, invitandolo a cercarsi un amico più forte. Intanto, nel futuro, il mutante cibernetico Cable (Brolin), al quale – apprenderemo – Firefist adulto ha ucciso moglie (HaYley Sales) e figlioletta (Islie Irvonen), si arma fino ai denti e, con un salto nel tempo, assalta il carcere per uccidere Russell e salvare così la propria famiglia. Deadpool, combattendo per salvare il ragazzo perde il collare, trascina Cable all’esterno della prigione e, durante la caduta, ha un’altra visione di Vanessa che lo invita a proteggere il ragazzo per ritrovare il proprio cuore. Wade, allora, con l’aiuto del suo amico Weasel (T.J. Miller) mette insieme una squadra di mutanti: la X-Force – formata dalla fortunatissima Domino (Beetz), dal manipolatore di energia Bedlam (Terry Crews), dal guerriero Shatterstar (Lewis Tan), dall’alieno sputa-acido Zeitgeist (Bill Skarsgaard), dall’invisibile Svanitore (Brad Pitt) e dal normale umano ma impavido Peter (Rob Delaney). Con loro di prepara ad attaccare il convoglio sul quale che i reclusi della Prigione di Ghiaccio – resa inagibile dall’attacco di Cable – sono trasferiti, in celle blindate, per liberare Russell, il quale, nel frattempo, ha stretto amicizia con il gigantesco Fenomeno (Reynolds). Deadpool e i suoi arrivano in volo ma, quando si paracadutano sulla prigione viaggiante, solo lui e Domino rimangono vivi mentre gli altri periscono in spettacolari incidenti. Cable ha avuto la stessa idea e l’assalto al convoglio si trasforma in un combattimento tra lui, Deadpool, Domino, i secondini e i detenuti; durante il combattimento Russell e Fenomeno si liberano e – dopo che il gigante ha diviso in due Deapool – fuggono con l’intento di uccidere il preside. Wade va dalla sua amica cieca Blind Al (Leslie Uggams) ad attendere che gli ricresca la parte inferiore del corpo e qui viene raggiunto da Domino e da Cable, che gli propone di combattere insieme Fenomeno e Firefist, Deadpool accetta ma chiede di poter tentare di convincere il ragazzo a non uccidere il direttore (quel primo delitto lo avvierebbe al destino di odio che, da adulto, sfocerebbe nell’uccisione della moglie e della figlia di Cable; se evitato, la famiglia del cibermutante si salverebbe). Arrivati all’orfanotrofio sul taxi di Dopinder (Karan Soni), i tre non sembrano farcela contro il potentissimo Fenomeno ma arrivano in soccorso Colosso, Testata Mutante Negasonica e Yukio, e il gigante viene sconfitto. Deadpool, per convincere Russell delle sue buone intenzioni si mette il collare inibitore ma il ragazzo è troppo arrabbiato per ragionare e Cable gli spara; Deadpool, con un ultimo salto acrobatico, prende lui la pallottola al cuore e muore felice di potersi ricongiungere con Vanessa ma questa gli dice che non è ancora il suo momento; infatti Cable – che ha assistito al pentimento di Russell di fronte al sacrificio dell’amico – usa l’ultima carica, che gli consentirebbe di tornare dalla famiglia ormai salva, per tornare indietro e proteggere il cuore di Wade con il gettone portafortuna che gli aveva sottratto. Ad uccidere il perfido preside provvederà, investendolo con il taxi, Dopinder, che da tempo voleva essere parte di una missione sanguinaria.

David Leitch nasce come stuntman e in questa veste ha partecipato a decine dei film action più importanti degli ultimi vent’anni (Blade, The Mexican, Spy game, Troy, Ocean’s Eleven, S.W.A.T, Matrix Revolution, Troy, XXX2, Bourne- Ultimatum, Conan The Barbarian, Hansel e Gretel, Tartarughe Ninja), in alcuni dei quali ha anche recitato (nel cinema americano, a parte Burt Lancaster, acrobata di circo e cascatore agli esordi, non si registrano molti casi di passaggi tra i due ruoli; in Italia sono noti i casi di Fabio Testi, di Giuliano Gemma, più di recente di Alessandro Borghi e del meno conosciuto Giovanni Cianfriglia, controfigura di vari Ercole e Maciste, al quale il regista Maurizio Lucidi – per l’occasione rinominatosi Maurice Bright – per ragioni di budget diede il ruolo di avversario di Ercole/Reg Park nell’abborracciato peplum La sfida dei giganti, aprendogli una piccola strada di forzuto in alcuni B-movies). Insieme all’amico Chad Stahelski, Leitch prima fonda la 87Eleven, società di coordinamento di stuntmen, poi dirige John Wick. In seguito cura da solo la regia di Una bionda esplosiva con Charlize Theron e i primi due successi gli valgono la direzione di questo sequel, che peraltro mantiene, anzi migliora il tono (e, dai primi segnali, la performance al botteghino) del precedente. Come scrivevamo a proposito del primo Deadpool, ci troviamo di fronte ad una scommessa che era stata vinta prima con il fumetto e poi sullo schermo: quello di un supereroe sboccato (qui, ad esempio, come ultimo desiderio prima di morire chiede al pudico Colosso di dire “cazzo”) e violento. Proprio l’assoluta scorrettezza del personaggio consente di tenere in piedi una ironia costante – uno dei maggiori punti di forza della produzione Marvel – che contrappunta anche i momenti più drammatici (anche il pressbook del film si apre con uno sberleffo ai critici, ai quali il volumetto è rivolto, che sono descritti come frequentatori di “seminari che insegnano ad evitare il lavoro vero”), esasperandola con efficacia. E’ però l’esperienza di stuntman di Leitch a fare la differenza con il precedente: le acrobazie delle scene d’azione (non a caso due salti mortali di Deadpool segnano i momenti topici del film) sono una specie di piacevole balletto che, da un lato, valorizza ma, dall’altro, alleggerisce, la violenza delle situazione. Gli attori – Reynolds e Brolin in testa – sono bravissimi e del cicciottello australiano Dennison sentiremo ancora parlare. I titoli di coda sono alternati a scene dichiaratamente autoironiche del protagonista /produttore Ryan Reynolds e ci fanno sapere che – grazie alla macchina del tempo – Vanessa è salva e la ritroveremo nel prossimo sequel. Lo aspettiamo, non dico frementi ma un po’golosi.

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