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Regolare il contratto d’affitto di via dei Giubbonari: ancora sconfitto il procuratore Patti

“I beni del cessato partito nazionale fascista e delle organizzazioni soppresse dal decreto-legge 2 agosto 1943, n. 701, sono devoluti allo Stato. Su proposta dell’Alto Commissario, i beni stessi saranno destinati, con decreto del Presidente del Consiglio, di concerto con i Ministri competenti, a servizi pubblici o a scopi di interesse generale, anche mediante cessione ad altri Enti pubblici o ad Associazioni assistenziali, sportive e simili.”

Questo articolo del Decreto Luogotenenziale sulle Sanzioni contro il fascismo evidentemente non piace al Procuratore della Corte dei Conti Patti visto che ha chiesto 226.544 euro di danno erariale ai dirigenti del Comune di Roma per la concessione all’allora Partito Comunista Italiano della sede di Via dei Giubbonari 40 in data 1 ottobre 1946.

I dirigenti si sono dovuti difendere per aver fatto il loro dovere applicando la legge in condizioni disastratissime (il competente Ufficio si doveva occupare di 35.000 immobili con 15 dipendenti).

Dirigenti che si sono dovuti difendere con propri avvocati, tra cui l’Avv. Lomastro e Rossi del CILD (Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica).

Ora che sono stati assolti (è l’ennesima sconfitta del Procuratore Patti) come potranno questi dirigenti svolgere con serenità il loro lavoro per un’Amministrazione che non li ha difesi nel compimento del loro lavoro (come dimostra il regolare contratto d’affitto al PCI del 1947).

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