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Segna la data: sabato 24 marzo alle 22,00 + un contributo di Paola Simeone

TESTA DI BALENA: otto tracce che spaziano dal folk alla canzone d'autore, al rock più leggero

CONCERTO: sabato 24 dalle ore 22:00 alle ore 3:00 del 25 marzo Largo venue Via Biordo Michelotti 2 Roma

PAOLA SIMEONE

Se vivete a Roma vi sarà sicuramente capitato di incontrare Modì, magari in uno dei numerosi locali concentrati nell’est della città, o magari lo avrete visto live in apertura di artisti italiani e stranieri come i Sophia o Micah P.Hinson, Moltheni, Benevgnù e molti altri. Modì in arte Giuseppe Chimenti, o forse il contrario, è un musicista che ritorna sulla scena indipendente dopo qualche anno di silenzio profilico. Ne è passato di tempo dagli esordi del suo progetto, che col nome rende omaggio a  Modigliani e alla sua immagine di “maudit” (“maledetto” in francese pronunciato appunto “modì“, NDR), con all’attivo un ep uscito nel 2009 “Odio l’estate” e il primo album “Il Suicidio della formica” (Hydra Records, 2012), selezionato per il Premio Tenco, Modì,  è un artista eclettico, con in tasca una laurea all’Accademia di Belle Arti, è pittore, autore di testi , arrangiatore (ascoltate il suo adattamento italiano di “The Ballad of Big Nothing” di Elliott Smith, “La ballata del Grande Nulla”, NDR) , cuoco per diletto, ed avido lettore.

Avere davanti Modì , parlando con lui di persona o ascoltando la sua musica, è come trovarsi davanti ad un enorme contenitore di arte: il surrealismo, il teatro di Artaud e di Bene, la follia di Picabia, il rock, il folk, la canzone d’autore italiana, la malinconia della new wave degli anni 80′, e tutto questo è ciò che emerge anche dal suo ultimo album “Testa di Balena”, uscito il 6 dicembre scorso su Oltre Le Mura Records, l’etichetta fondata dallo stesso Modì.

Dopo un lungo travaglio di 5 anni, “Testa di Balena” vede la luce come l’album di definitiva rottura col passato.

Otto tracce che spaziano dal folk alla canzone d’autore, al rock più leggero, che potrebbero essere otto tele, magari dei De Chirico, che insieme svelano l’enigma della metafisica.

Ed è proprio quest’enigma che dà il nome a due delle tracce dell’album “Enigma dell’ora”  (giorni fermi vanno avanti/ come il passo dei giganti)  e “L’Enigma di una giornata“(L’estate ha confuso sentimenti e menzogne) il filo conduttore della pittura omaggia anche “Mirò“, la prima traccia, o il “Canto d’Amore”, che pare gli avesse suggerito il nome dell’album in un primo tempo.

Modì é la dedizione verso la musica che diventa leggerezza, che col tempo impara a togliere, a sottolineare l’essenziale, liberandosi dei sofismi, degli orpelli linguistici, e non è un caso che il primo pezzo scritto sia stato proprio  “Cadere dal cielo“.

Una caduta libera e divertita, quella di Modì (Le donne uccello mostrano i loro seni/ bianchi come l’avorio carichi di veleni/ mantelli di piume come calde lenzuola ne avvolgono i corpi  e proteggono la gola),popolata da creature fantastiche che quelle che affollano le tempere inedite di Savinio.

Quest’album è una quasi una dichiarazione di intenti: le ispirazioni diventano piuttosto lo sfondo di un’innovazione musicale e probabilmente personale, magari voluta o casuale come (come avrebbe potuto citare egli stesso, NDR) ” l’incontro di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio” e “Testa di balena”, che dà il titolo all’album è sicuramente il pezzo che più segna il cambiamento del cantautore romano.

Così, colorata una certa malinconia, che resta sulla superficie di un fingerpicking  alla Nick Drake come nell’intro di “Ritratto di famiglia” o nel titolo di un’altra traccia”Malinconia della Strada“, Modì ritorna con quest’album profondo e leggero al tempo stesso con cui riesce persino a farci ritornare il sorriso dopo essere passati attraverso il buio.

Ascoltate quest’album mentre siete in viaggio, o mentre avete voglia di portare i pensieri a fare un giro, vi farete un bel regalo.

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